Decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2019/2121 in materia di trasformazioni, fusioni e scissioni transfrontaliere – impatto sul D.lgs 231/2001

9 Marzo 2023

In data 23 febbraio 2023, il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame definitivo il Decreto Legislativo di attuazione della Direttiva (UE) 2019/2121 che modifica la Direttiva (UE) 2017/1132 in materia di trasformazioni, fusioni e scissioni transfrontaliere.

La nuova disciplina sostituisce quella del precedente Decreto Legislativo n. 108/2008 e si applica alle operazioni societarie aventi rilevanza transfrontaliera, riferite a società regolate dalle leggi di almeno due Stati membri dell’Unione Europea e di cui alla data del 3 luglio 2023 non sia ancora stato pubblicato il progetto.

Le disposizioni normative perseguono la finalità di introdurre una disciplina armonizzata in materia, nonché di incentivare la libertà di stabilimento, garantendo la tutela dei lavoratori, dei creditori e dei soci.

In particolare, l'articolo 54 del Decreto Legislativo prevede l'introduzione del reato di "false o omesse dichiarazioni per il rilascio del certificato preliminare", che sanziona con la pena detentiva della reclusione da 4 mesi a 3 anni (comma 1) e con la pena accessoria dell'interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese (comma 2) la condotta di chiunque formi documenti in tutto o in parte falsi, alteri documenti veri, renda dichiarazioni false oppure ometta informazioni rilevanti, al fine di far apparire adempiute le condizioni per il rilascio del certificato preliminare di cui all'articolo 29 del Decreto Legislativo.

Infatti, è previsto che la società, dopo l’approvazione del progetto contenente i termini e le condizioni dell’operazione, richieda al notaio il rilascio del certificato preliminare, ossia il documento attestante la conformità degli atti preliminari al compimento dell’operazione.

L’articolo 55 del Decreto Legislativo inserisce il reato in esame tra i reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti di cui all'art. 25 ter del D.Lgs. 231/2001, stabilendo l'applicazione della sanzione pecuniaria da centocinquanta a trecento quote.

In seguito all'emanazione del provvedimento normativo in esame, le società dovranno pertanto provvedere all'aggiornamento del Modello Organizzativo di cui al D.Lgs. 231/2001, valutando il rischio di commissione del reato ed introducendo efficaci presidi preventivi.

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